Viva l’Italia – La Repubblica (BA)

CARDASCIO BUSINESS SOLUTIONS in collaborazione con IL BRACIERE presenta “Un racconto d’altri tempi”.

Il contesto è di quelli che ti lasciano senza fiato. C’è una piazza medicea, un pavimento fatto di “chianche”, una casa di quelle col tetto spiovente, le tegole rosse, i lampioni, due balconi fioriti e dei tavoli. Entri, ti accomodi e un giro di lancette sembra portarti in dietro di un paio di secoli. Qui tutto sembra possibile.
Ad un tavolo accanto scorgi due forestieri, Svevo e Pirandello che sorseggiano un Chianti colli fiorentini mentre parlano di psicanalisi e sigarette. Ordini un bel filetto, cottura media e nell’attesa un signore distinto ti delizia con il suo violino. Dice di chiamarsi Arturo Toscanini. Di sicuro farà molta strada.
La legna arde a pochi passi. La carne sfrigola e la gente acclama quando, di tanto in tanto, il fuochista impiatta qualcosa. Poco distante una coppia brinda ad un traguardo raggiunto. Sono sposi promessi e vengono da Milano. 10 rintocchi scandiscono l’ora. La serata è fresca e promette bene.
Un soldato entra e ha una camicia rossa e un fazzoletto al collo. Parla di quanto è bella l’Italia, unica e unita. Tra qualche giorno tornerà all’isola di Caprera ma non prima di aver assaggiato il famoso chateaubriand. Questa é l’Italia che piace. Cibo, arte e clima ideale. È questa l’Italia che ti aspetta al Braciere (BARI).

Il tempo è fermo a due secoli fa. Ma giuro, qui è 2014. Sembra un antico borgo toscano e invece é Bari.
Siamo sempre ospiti di Antonio. Due settimane fa ci ha servito pizza su una terrazza all’aperto da Bari-Napoli, oggi siamo in via Sagarriga Visconti al rinomato Braciere. É un gran prestigiatore Antonio. Con pochi elementi riesce ad evocare contesti lontani. Sempre diversi, sempre meravigliosi. Una sola costante: il clima ideale.

«Il Braciere é il bello dell’Italia», Antonio ci accoglie così «…cibo, arte e clima ideale». É pazzo ma ha sempre ragione.  Fa un certo effetto entrare in un luogo chiuso e ritrovarsi in una piazza. Sembra uno di quei paradossi ottici che si studiavano a scuola: la stanza di Ames, la scala infinita, il cubo di Necker e… il ristorante di Antonio!
Piazza 24 Gennaio. Dice che è in ricordo del giorno di apertura. Ci fa accomodare a un tavolo centrale. Poco distante da noi la famosa brace ardente del locale. «Ho voluto un braciere enorme. Il più grande di Bari», dice con fare innocente. «Lo vedo. Mi sa che si é fatto prendere un po’ troppo la mano, è il più grande d’Europa!». Sorride e aggiunge «Se non mi sbaglio solo negli USA é stato visto qualcosa di simile», lo dice con un pizzico di orgoglio. «I soliti megalomani!».

«Cosa posso servirvi?» è uno che va subito al dunque, Antonio e infatti subito incalza «fossi in voi comincerei con un bell’antipasto». Lo blocco, «…siamo al Braciere! Dico una sola parola: chateaubriand». Mi capisce al volo, annuisce e va in cucina. Approfitto per prendere appunti e compilare la mia check list:

Giusto, il clima. Quasi la dimenticavo. «Sai qual’é il segreto di Chateaubriand?» è già di ritorno con due calici e una bottiglia di vino. Ha fatto presto. Quasi non credo alle mie orecchie. Sta per consegnarmi un suo trucco e riguarda il suo piatto forte. «Non saprei».
«Nessuna tecnica di seduzione. A lui non serviva. Nessun corteggiamento, nessun approccio, niente lusinghe né attenzioni. Le donne si innamoravano di lui in un batter d’occhio». Credevo mi parlasse di spezie e cottura e invece mi parla di seduzione. Speravo mi parlasse di carne e invece mi parla dello scrittore. Non celo  la mia delusione e cambio discorso, «Pensavo al clima. Sono seduto a 2 mt. da un braciere che potrebbe arrostire 3 buoi contemporaneamente ma non ho caldo». Subito risponde, «…già, sembra incredibile. Quando i progettisti me ne parlarono io quasi non ci credevo. Poi ho guardato il fuochista a lavoro» me lo indica «mai sudato. Sembra che si trovi in ufficio a 22°C!».

Un ottimo impianto di climatizzazione. Mi indica una grossa conduttura rossiccia che divide in due il soffitto della sala. «É interamente in rame. Nessun altro metallo si sarebbe armonizzato così al contesto». Mi guardo intorno. Ha riprodotto bene una piazza toscana. Grondaie e canaline sono anch’esse in rame. Ha curato ogni minimo dettaglio. Non faccio in tempo a memorizzare tutti i particolari dell’ambiente che arriva il cameriere con due piatti. «Oh, ecco il nostro chateaubriand». Non aggiunge altro e comincia a tagliarlo. Resto un attimo basito. Niente contorni, niente decorazioni. Solo carne. Un gran bel pezzo di carne tagliata e fumante. Nulla di più. «Beh? Ti sei emozionato?», non sfugge proprio nulla ad Antonio.

«No. Solo mi aspettavo…». Sorride. «Seduzione, corteggiamento, approccio, attenzioni e lusinghe. Questo ti aspettavi? Ebbene, te l’ho già detto: il segreto del nostro chateaubriand non é questo». Diavolo di un ristoratore. Parlava dello scrittore e si riferiva alla carne. La superficie é cotta a puntino. Il cuore é di un rosso vivo invitante. Ne assaggio un pezzo. Scopro che a dispetto del colore anche il centro é cotto a puntino ma in modo diverso. É un burro. Tenero e succulento. «Nello chateaubriand il cuore é tutto. Sbagliare la cottura significa sbagliare la ricetta. Posso affermare che il suo segreto é nella temperatura» ci dice con tono solenne. «Come per il suo locale del resto!».

«Esatto. In entrambi i casi devi scoprire cosa c’è dentro. Guai a fermarsi all’aspetto esteriore». Mi dedico al mio filetto, «…mai mangiato nulla di simile». Lusingato aggiunge «e sarà impossibile assaggiarlo altrove!». Il solito modesto. «Non mi dirà che é una sua esclusiva!», lo provoco. «Scrittore originale non è quello che non imita nessuno, ma quello che nessuno può imitare». Ci provo, «Scommetto che questa é sua!». «…avrei voluto ma é di Chateaubriand. Lo scrittore». Ultimo la mia lista:

L'esperto del clima

Incontro Maurizio Cardascio, fondatore di Cardascio Business Solution e di Climatec Home Solution nonchè progettista ed installatore dell’impianto di climatizzazione del ristorante Il Braciere (BA)

…questa volta non c’entrano i moti convettivi…
«Quelli c’entrano sempre ma in questo caso é più un problema di irraggiamento».

Brutta storia.
«Un braciere non é un forno. Non c’è una bocca, non esiste possibilità di chiusura. Ci sono diverse centinaia di gradi a cielo scoperto».

…e i tavoli a due passi.
«…e la solita richiesta di impianto estetico, croce e delizia del mio mestiere. Certi problemi li risolvi installando bocchette di aerazione un po’ dappertutto. Ma lì sono state messe al bando».

Beh, una conduttura in rame é tutta un’altra cosa.
«Costoso».

Si poteva risparmiare con un altro metallo verniciato color rame.
«Mi prende in giro? Ho voluto fortemente quel materiale per due motivi. Il primo é estetico».

Mi spieghi meglio…
«Un qualsiasi metallo pittato resterà per sempre di quel colore».

Rossiccio?
«Posticcio! Il rame si ossida. Raggiunge sfumature diverse in ogni sua parte. Nulla che si possa ottenere artificialmente».

E il secondo motivo?
«Funzionale. Il rame é un ottimo conduttore termico. Il migliore dopo l’argento».

Quindi un ulteriore contributo al clima perfetto?
«Nulla va mai lasciato al caso».

Non abbiamo ancora risolto il problema delle bocchette?
«Quel problema l’abbiamo risolto effettuando una serie di microfori nella conduttura. Così abbiamo creato un sistema di climatizzazione diffuso e micro filtrato».

I vantaggi?
«Nessun getto d’aria diretto e temperatura uniforme».

Geniale!
«É la fisica, bellezza!».

Dovrebbe brevettarlo. Così nessuno potrá mai imitarlo.
«Scrittore originale non è quello che non imita nessuno, ma quello che nessuno può imitare».

Anche lei Chateaubriand!
«Benvenuto nella community».

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